Riabilitazione > Cardiologica

La riabilitazione cardiologica è mirata a garantire e migliorare le condizioni fisiche e psicologiche dei pazienti affetti da cardiopatie croniche e post acute o ridurre il rischio di insorgenza con valutazioni e programmi personalizzati.Indicata per pazienti affetti da infarto del miocardio,scompenso cardiaco cronico, patologie vascolari periferiche.
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),sulla base delle evidenze scientifiche ha definito la riabilitazione cardiologica come processo multifattoriale, attivo e dinamico che ha il fine di favorire la stabilità clinica, ridurre le disabilità conseguenti alla malattia e supportare al mantenimento e alla ripresa di un ruolo attivo nella società con l’obiettivo di ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari, di migliorare la qualità della vita e di incidere complessivamente in modo positivo sulla sopravvivenza.Le raccomandazioni riguardano l’intervento riabilitativo che segue ad un IMA o ad una rivascolarizzazione coronarica, a pazienti con angina o con scompenso cardiaco e, poiché la CR rappresenta l’area in cui si realizza un intervento “strutturato” nella fase post-acuta analizzano anche percorsi specifici per la prevenzione secondaria in continuità assistenziale e a lungo termine.
Le malattie cardiovascolari sono la causa principale di morte in tutti i Paesi del mondo occidentale,con l’Italia, e sono la causa più frequente di disabilità.
L’assorbimento di risorse economico-sanitarie da esse indotte ne fa la principale fonte di spesa sanitaria nel nostro Paese, senza considerare la perdita di produttività in una popolazione spesso ancora in età lavorativa.
Negli ultimi anni, il trattamento della fase acuta di queste patologie ha registrato progressi molto significativi che hanno determinato un sostanziale aumento della sopravvivenza dei pazienti. Analoghi progressi si sono osservati anche nella ricerca clinica rivolta ai cardiopatici post-acuti e nell’ambito della prevenzione secondaria a lungo termine; tuttavia la traduzione pratica di questi interventi risulta inadeguata.
La CR è riconosciuta come il modello standard per il trattamento globale del paziente cardiopatico in fase post-acuta o cronica e, in particolare, costituisce il modello più efficace per la realizzazione di una prevenzione secondaria strutturata e a lungo termine.

La riabilitazione cardiologica é il processo di recupero fisico,psichico e sociale dei soggetti con manifestazioni di cardiopatia ischemica. Negli ultimi 40 anni c′é stato un profondo mutamento, passando dall′approccio conservativo che scoraggiava l′attivitá fisica nei soggetti con angina pectoris o in quelli che avevano subito un infarto miocardico acuto , a un approccio che incoraggia l′attivitá fisica per quanto le condizioni generali e la sintomatologia dei pazienti lo consentono. E′ indiscutibile l' effetto delle RC sulla qualitá della vita. 

La RC comprende il training d′esercizio e un ampio spettro di modificazioni fisiche, mediche e psicologico-comportamentali. Un intervento multiplo sui fattori di rischio (stress, fumo, dislipidemia) favorisce una diminuzione della morbilitá e della mortalitá. Nei pazienti sottoposti a by-pass coronarico, l′attivitá fisica puó far diminuire le complicanze legate all′atelettasia post-intervento. Sulla base delle evidenze scientifiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la riabilitazione cardiologica come processo multifattoriale, attivo e dinamico che ha il fine di favorire la stabilità clinica, ridurre le disabilità conseguenti alla malattia e supportare al mantenimento e alla ripresa di un ruolo attivo nella società con l’obiettivo di ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari, di migliorare la qualità della vita e di incidere complessivamente in modo positivo sulla sopravvivenza.
Le raccomandazioni riguardano l’intervento riabilitativo che segue ad un infarto miocardico acuto o ad una rivascolarizzazione coronarica, a pazienti con angina o con scompenso cardiaco e, poiché la CR rap- presenta l’area in cui si realizza un intervento “strutturato” nella fase post-acuta di malattia, analizzano anche percorsi specifici per la prevenzione secondaria in continuità assistenziale e a lungo termine.
Considerata l’efficacia dell’intervento riabilitativo nel percorso assistenziale dei pazienti cardiopatici in fase post-acuta e cronica, il documento analizza anche gli ostacoli alla sua realizzazione concreta nel nostro Paese e propone modelli organizzativi efficienti e applicabili nelle varie realtà cliniche e assistenziali con l’obiettivo di rendere fruibile l’intervento di CR a tutti i cardiopatici che ne possano beneficiare.
Il contesto sanitario attuale e la diffusione della riabilitazione cardiologica.
 L’assorbimento di risorse economico-sanitarie da esse indotte ne fa la principale fonte di spesa sanitaria nel nostro Paese, senza peraltro considerare la perdita di produttività in una popolazione spesso ancora in età lavorativa.
Negli ultimi anni, il trattamento della fase acuta di queste patologie ha registrato progressi significativi che hanno determinato un sostanziale aumento della sopravvivenza dei pazienti. Analoghi progressi si sono osservati anche nella ricerca clinica rivolta ai cardiopatici post-acuti e nell’ambito della prevenzione secondaria a lungo termine; tuttavia la traduzione pratica di questi interventi risulta tuttora inadeguata.
La CR è riconosciuta come il modello standard per il trattamento globale del paziente cardiopatico in fase post-acuta o cronica e costituisce il modello più efficace per la realizzazione di una prevenzione secondaria strutturata e a lungo termine.

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