Terapie fisiche > Trazioni vertebrali

Sono manovre terapeutiche esercitate sulla colonna vertebrale da forze che agiscono nel senso del suo asse e in senso contrario a quelle che sono esercitate dal peso per aumentare leggermente e progressivamente la distanza dei piani vertebrali. Per ottenere questo risultato bisogna impiegare una notevole forza traente in modo da superare la resistenza dei muscoli paravertebrali che si oppongono fisiologicamente all’ingrandimento dello spazio intervertebrale. Le trazioni vengono effettuate impiegando letti speciali su cui il paziente viene sdraiato.
Prima della trazione è consigliabile eseguire un massaggio per decontrarre i muscoli. 
La forza traente agendo secondo l'asse longitudinale del rachide provoca l'allontanamento dei corpi vertebrali, l'ampliamento dei forami di coniugazione, l'aspirazione dei frammenti di nucleo polposo e il rilassamento muscolare.La manovra necessaria per ottenere la trazione è diversa a seconda della regione da trattare: la trazione viene, infatti, esercitata soltanto su essa. Le sedute, ciascuna delle quali non deve protrarsi oltre ai dieci minuti, hanno luogo due o tre volte alla settimana,dopo sei sedute si deve constatare un miglioramento, diversamente si deve sospendere ogni pratica di trazione. Quando i risultati sono buoni, è utile ripetere ogni tanto le trazioni vertebrali come terapia di mantenimento. E’ importante sapere che possono dar luogo a conseguenze spiacevoli come vertigini, reazioni dolorose, lesioni neurologiche, vascolari, ossee, ebbene quindi che siano praticate da personale sanitario esperto.
Le trazioni vertebrali vengono comunemente impiegate per il trattamento delle cervicalgie e delle cervicobrachialgie di origine meccanica, per il trattamento nelle lomboartrosi , nelle sindromi da compressione radicolare e in particolare nel trattamento conservativo dell'ernia del disco.

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